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Novara Risposta all'articolo pubblicato sul "Coriere di Novara" del 2 maggio u.s.
leggiamo con interesse l'articolo apparso nelle pagine del Coriere di Novara lo scorso lunedì 2 maggio, il cui titolo "Ottimismo tra le imprese edili della Provincia" richiamava alcuni temi caratteristici del settore. Ovviamente le questioni ribadite nell'articolo necessitano uno sviluppo maggiore della semplice riflessione che siamo qui a proporre. Senza addentrarsi nelle questioni a carattere specificamente economico, non perché queste non rivestano un ruolo importante, ma piuttosto perché vengono determinate fortemente da scelte politiche e strategiche per l'intero Paese, scelte in cui sia le organizzazioni di settore di Fillea Feneal e Filca e le rispettive Confederazioni hanno gia più volte espresso pareri, vogliamo concentrare la nostra riflessione ad una piccola parte dell'articolo. Tenuto conto, che tutto il contesto dello scritto traeva spunto da un indagine condotta dall'Associazione dei Costruttori Edili del Piemonte, e proprio perché l'origine dei dati riportati è generata delle imprese e dalla associazione di rappresentanza, sono sorte alcune nostre perplessità. Nello specifico: crescita nelle difficoltà di reperimento di personale qualificato, segnalato dal 59% delle imprese; difficoltà nel reperire manodopera generica 6%. Alla luce di questi dati ci chiediamo se gli accordi stipulati in occasione della dismissione dei cantieri per l'alta velocità sono stati recepiti dalle Associazioni Industriali, questi verbali sottoscritti oltre che dal Ministero del Lavoro, dalle OO.SS. e dal Consorzio Alta Velocità presentano anche le firme delle rappresentanze imprenditoriali. Infatti l'intesa non fu realizzata unicamente per l'utilizzo di ammortizzatori sociali, ma anche per la ricollocazione delle maestranze in esubero, le quali sono composte da personale non solo trasfertista e con mansioni generiche,qualificate e specializzate. Altra riflessione va invece rivolta alla contrattazione ed in particolare alla formazione di settore; i contratti di apprendistato non vengono presi in considerazione dalle medie e grosse imprese e la formazione per il personale occupato viene resa di difficile attuazione. La Scuola Edile di Novara pur funzionando discretamente bene, non riesce a fare il salto qualitativo della formazione continua, questo anche a fronte di proposte concrete avanzate dai Sindacati, che si sono sempre fatti promotori di iniziative a favore del settore, ma che in sede di contrattazione riscuotono nessun interesse dalla parte imprenditoriale, tutto questo anche a discapito delle imprese.
Fillea CGIL - Filca CISL - Feneal UIL
Novara, 3 maggio 2005Novara |
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