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UN ALTRO INCIDENTE MORTALE NEI CANTIERI NOVARESI Mentre le imprese aumentano i propri fatturati, i lavoratori continuano a morire! Corrado Di Loreto anni 49 deceduto il 04 febbraio '05 Gianluca Pizzalis anni 23 deceduto il 24 maggio '05 Vito Finotti anni 35 deceduto il 09 giugno '05
Un bilancio pesante considerato il breve periodo in cui sono avvenuti, reso ancora più gravoso se si considerano i due incidenti mortali avvenuti lo scorso anno a Novara.
Le Organizzazioni Sindacali di Fillea-CGIL, Feneal-UIL e Filca-CISL di Novara proclamano
8 ORE di SCIOPERO
per il settore edile della provincia di Novara VENERDI 17 GIUGNO con presidio alle ore 9.00 davanti alla prefettura di Novara Le morti sul lavoro continuano a susseguirsi all'interno dei posti di lavoro, dove anche il numero degli infortuni cresce. Anche la squallida giustificazione che l'incremento occupazionale incide sulla possibilità di un aumento degli incidenti è da ritenersi oltre che inopportuna una falsità! Registriamo infatti un aumento della frequenza degli incidenti, il rapporto dipendenti e infortuni segnala un incremento degli incidenti pro capite, anche rapportato alle ore di lavoro risulta che ci si fa male più spesso! Troppo volte gli incidenti avvengono i primi giorni di lavoro, e il livello di omertà che copre il reale svolgersi dei fatti è diffuso a tutti i livelli, solo le indagini della magistratura riescono con difficoltà a far luce sugli avvenimenti. I dati utili a cui si fa riferimento sono solamente quelli riguardanti le denunce realmente effettuate, la parte di lavoro irregolare gode sempre di buona salute! Ogni giorno lavoratori mettono in gioco la loro integrità fisica per lo sviluppo del paese, purtroppo il valore della vita non è considerato e quindi diventa lecito disattendere le normative vigenti per ottenere profitto. La catena tra appaltatore, subappaltatore, affidatario, fornitore di posa in opera, noli a caldo e altri tipi di concessione rende inpossibile capire chi è presenti in cantiere e cosa succede realmente. La scarsa applicazione delle normative antinfortunistiche viene resa ancora più deleteria da un' altro fattore di rischio, i carichi di lavoro! Questi contengono una parte importante dei profitti aziendali e non sono di facile individuazione se non partecipando direttamente all'organizazione del lavoro. Le imprese impongono con pressioni le loro esigenze e i dipendenti che non si adeguano vengono minacciati piu o meno esplicitamente di essere lasciati a casa. In particolare i ritmi elevati, gli intervalli di riposo insufficenti rispetto alla prestazione lavorativa, squadre di lavoro sottodimensionate sono fattori che non vengono mai considerati come possibile causa o concausa degli infortuni. Le OO.SS. chiedono che venga mantenuta alta la soglia di attenzione sul problema degli infortuni, che siano attuati tutti gli strumenti possibili per poter prevenire i rischi possibili, che gli avviamneti al lavoro avvengano dopo una adeguata formazione dei lavoratori, e che i rapporti di lavoro non siano arma di ricatto ma il lecito e dovuto riconoscimento per un lavoro onesto e non motivo di sfruttamento.
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