ottobre 2009
anno 27 n. 2

Registrazione tribunale Novara n° 21 18/09/94
Dir. Resp. GIORGIO ALBERTINALE.


  


 

Assistenza socio sanitaria a domicilio

Il finanziamento della Giunta Regionale Piemontese
per l'alternativa al ricovero in struttura residenziale nella Provincia di Novara.
Accordo tra Sindacati, Sindaci, Asl ed enti gestori
su criteri d'accesso ed impegni di spesa

di Marisa Sacco

Per gli anziani non autosufficienti, come alternativa al ricovero in struttura residenziale assistita, decolla finalmente l'assistenza socio sanitaria a domicilio.

Allo scopo, la Giunta Regionale ha destinato per la provincia di Novara un milione 542 mila euro, nell'Aprile scorso, altri 754.000 a fine Luglio.



L'intera cifra verrà utilizzata nei prossimi mesi per la realizzazione di interventi socio sanitari a sostegno di anziani non autosufficienti che intendono restare in casa propria.

Nel mese di Settembre un accordo in materia tra Organizzazioni sindacali confederali, Rappresentanza dei Sindaci, Enti gestori dei servizi sociali e Azienda Sanitaria Locale, ha stabilito criteri di accesso e di compartecipazione alla spesa omogenei per tutto il territorio.

Adesso comincia la prova sul campo.

Gli Enti gestori dei servizi sociali ( singoli Comuni, Consorzi, Associazioni di Comuni) debbono, tra Ottobre e Novembre, predisporre i piani individualizzati di Assistenza per gli anziani che già in precedenza hanno fatto accertare il loro grado di non auto sufficienza dall' Unità di Valutazione Geriatrica competente.

Gli anziani in lista d'attesa per essere accolti in una residenza socio assistenziale possono richiedere una riprogettazione del proprio piano individuale ed optare,qualora ne sussistano le condizioni, per l'assistenza a domicilio.

Tutti i Piani individualizzati infine dovranno essere validati dalla competente Unità di Valutazione Geriatrica.

Come già accade nel caso di ricovero in struttura, il costo complessivo delle prestazioni previste dal piano individualizzato di assistenza sarà per il 50% a carico dell'ASL ( Azienda Sanitaria Locale),mentre il restante 50% sarà a carico del cittadino o degli Enti Gestori dei servizi sociali in presenza di redditi bassi.

L'anziano non autosufficiente ,che sceglierà un piano di assistenza a domicilio,avrà diritto ad un contributo del valore massimo di 800 euro mensili per la realizzazione di un progetto a bassa intensità assistenziale, di 1100 euro nel caso di media intensità, di 1350 euro per l'alta intensità; la cifra è elevabile a 1640 euro per i soggetti ad alta intensità assistenziale sprovvisti di rete familiare.

Si riconoscerà inoltre ai familiari, che effettivamente svolgono funzioni di cura nei confronti dei loro anziani, un contributo pari a un minimo di 200 euro fino a un massimo di 400 euro mensili.

Nel caso i cui il piano individuale di assistenza preveda l'attività di un'assistente familiare (colf -badante) la stessa deve essere regolarmente assunta secondo quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro domestico.

Il valore dell'assegno di cura che ogni singolo anziano percepirà come contributo sarà quantificabile solo all'interno del piano individualizzato di assistenza e sulla base dei criteri individuati nel regolamento provinciale.

La Giunta Regionale, fino ad oggi, ha perseguito con coerenza gli obiettivi condivisi con il sindacato per lo sviluppo dei servizi socio sanitari rivolti agli anziani.

La risposta adeguata alla complessità e alla varietà dei bisogni espressi da una parte consistente della popolazione della Regione (in Piemonte gli anziani ultra sessantacinquenni rappresentano il 22,69 % della popolazione) non poteva continuare ad essere prevalentemente il ricovero in struttura assistenziale al momento della perdita dell'autonomia.

Le lunghe liste d'attesa ne erano e ne sono la dimostrazione.

Per far fronte al crescente invecchiamento della popolazione servono interventi pubblici diversificati e modulati sugli effettivi bisogni dei singoli.

Abbiamo condiviso pertanto la scelta importante della Giunta regionale di incrementare i servizi residenziali con l'obiettivo di disporre entro il 2010,su tutto il territorio regionale, di due posti letto convenzionati ogni cento anziani ultra sessanta cinquenni.

A maggior ragione condividiamo oggi la scelta regionale di incrementare la rete dei servizi di assistenza domiciliare esistente e di promuoverne l'integrazione con i servizi sanitari. Entro la fine dell'anno sarà possibile stimare il numero di anziani non autosufficienti che in provincia potranno essere sostenuti a domicilio nel corso del 2010.

Ci preoccupa non poco invece che, in questo anno di crisi economica per gran parte delle famiglie del nostro Paese, il Governo si stia scontrando con le Regioni sulle risorse che occorrono al Servizio Sanitario e che, ad oggi, non ci siano certezze circa le risorse disponibili per la non autosufficienza a partire dal 2011.

N.B.: i piani individuali di assistenza sono attualmente in corso di redazione da parte dei vari Enti Gestori dell'ASL provinciale.

Seguiranno, nel corso del mese di novembre, le indicazioni operative che permetteranno di ottenere i benefici previsti.

 EDITORIALE: TEMPI DIFFICILI
di Sergio Bertinazzi

Viviamo tempi che possiamo, purtroppo, definire non particolarmente facili, anzi, decisamente difficili.

La crisi economica non ha ancora prodotto tutti i suoi effetti negativi sul piano dell'occupazione.



Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi verranno a scadenza diverse situazioni di cassa integrazione straordinaria che produrranno il negativo effetto di una riduzione del numero degli occupati e di un conseguente aumento della disoccupazione.

A questo proposito va precisato che i dati comunicati dall'INPS di Novara ci dicono che nei primi otto mesi del 2009 le ore di cassa integrazione autorizzate sono triplicate rispetto al numero di ore autorizzate nello stesso periodo dell'anno precedente: da 2 milioni, 949 mila e 824 ore del 2008 si è passati a 6 milioni, 765 mila e 998 ore del 2009.

Per quelle persone che perderanno il lavoro ci saranno degli ammortizzatori sociali, come l'indennità di mobilità o l'indennità di disoccupazione che garantiranno alcune tutele.

Si tratta, principalmente, di lavoratori di aziende di cui spesso si sono occupate le cronache giornalistiche.

Possiamo qui citarne alcune del nostro territorio: De Agostini, Bemberg, Imit, Rubinetterie Stella, Granarolo, solo per citare le più note.

A questo, purtroppo, parziale e limitato elenco si devono aggiungere le numerose realtà produttive che appartengono ai settori più disparati e che non fanno notizia per le loro piccole dimensioni.

Qui spesso non è previsto l'intervento della cassa integrazione e, pertanto, l'arrivo della disoccupazione avviene con brutale immediatezza.

Non va poi dimenticato che sono particolarmente numerosi i casi di lavoratori, soprattutto giovani, che appartengono a quella numerosa categoria di lavoratori precari che il lavoro lo hanno già perso o stanno per perderlo e che non dispongono di alcuno strumento di tutela, nemmeno del trattamento di disoccupazione.

I cosiddetti "ammortizzatori sociali in deroga" e la dichiarata estensione del trattamento di disoccupazione ordinaria in favore dei precari, più precisamente di una parte di precari, sono piccole gocce nel mare e spesso vengono erogati con una tempistica assai lunga rispetto al tempo di permanenza in cassa integrazione o in disoccupazione, stante anche l'esistenza di procedure che ne rendono difficile la fruizione.

Inoltre gli importi erogati in favore dei lavoratori precari sono spesso così modesti da rappresentare una sorta di elemosina.

Se questo è il panorama, a fronte di una decisamente auspicabile ripresa economica la domanda cruciale è la seguente: il rilancio della produzione di beni si trasformerà in un'altrettanta ripresa dei consumi?

In questo contesto il Governo ha presentato una manovra finanziaria che la CGIL e lo SPI giudicano sbagliata e inadeguata.

Non c'è una decisa inversione di tendenza rispetto alla politica dei tagli che continua a provocare guasti.

Le uniche risorse aggiuntive previste sono quelle derivanti dall'applicazione del cosiddetto scudo fiscale.

Si tratta di un provvedimento che rappresenta un tentativo di riportare in Italia capitali illegalmente trasferiti all'estero attraverso la garanzia dell'anonimato per i soggetti interessati e con l'applicazione di un'aliquota fiscale che non supera il 5% e ,inoltre, non si prevede il pagamento delle somme evase. In buona sostanza siamo di fronte all'ennesimo condono!

La CGIL e lo SPI ritengono invece che va rilanciata prioritariamente la lotta all'evasione e all'elusione fiscale, che deve altresì accompagnarsi ad una redistribuzione dell'attuale carico fiscale dal reddito fisso, stipendi e pensioni, alle rendite.

Vale la pena ricordare, a questo proposito, che nel nostro Paese il 10% delle famiglie detiene il 45% della ricchezza totale.

Un efficace intervento sul fronte fiscale darebbe una prima e significativa risposta a milioni di famiglie e di cittadini che vivono in condizioni di difficoltà e rappresenterebbe una notizia positiva per milioni di pensionati che sono anch'essi in attesa di ottenere dei risultati concreti che permettano di migliorare la loro condizione.

Va ricordato, a proposito dei pensionati, che se all'inizio del 2009 vi fu un aumento visibile delle pensioni ciò avvenne perché vi fu un semplice e tardivo recupero del differenziale inflazionistico.

Il rinnovo del pagamento delle pensioni per il 2010 sarà piuttosto magro.

È per questo che lo SPI intende, con tenacia e con perseveranza, proseguire in una mobilitazione che si pone l'obiettivo di ottenere, finalmente, un confronto con il Governo per riprendere un processo di rivalutazione delle pensioni che aveva portato, nel corso della precedente legislatura, al pagamento della cosiddetta quattordicesima mensilità in favore di quei pensionati che percepiscono meno di 700 euro mensili e dispongono di un reddito personale che non supera di una volta e mezzo il minimo di pensione.

Noi chiediamo che questa cosiddetta quattordicesima venga estesa anche alle pensioni di importo superiore ai 700 euro mensili.

Continuiamo a insistere affinché il Parlamento approvi finalmente una buona legge che tuteli in maniera adeguata le persone non autosufficienti e i cui contenuti siano in linea con la proposta di legge di iniziativa popolare che SPI - CGIL, FNP- CISL e UILP - UIL hanno presentato nel 2006.

Va inoltre garantito un adeguato finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, visto che le Regioni italiane, che non va dimenticato sono i veri gestori del servizio, valutano che il Governo sottostima di 7 miliardi di euro per il biennio 2010 - 2011 il fabbisogno-

Questa valutazione da parte delle Regioni comprende sia quelle governate dal centro sinistra che quelle governate dal centro destra.

Un altro importante terreno di iniziativa riguarda la necessità di dire basta ai tagli ai bilanci degli Enti Locali perché mai come in questo difficile momento è necessario garantire efficaci e incisivi interventi in favore delle fasce sociali deboli e, tra queste, di molti pensionati.

In questi ultimi anni abbiamo dispiegato un'intensa attività di contrattazione con gli Enti Locali della nostra provincia e, in molte situazioni, siamo anche riusciti a ottenere risultati che hanno permesso, soprattutto per le fasce di cittadini e pensionati a più basso reddito, risultati che hanno permesso di arginare gli effetti negativi degli aumenti tariffari e dell'incremento delle addizionali irpef.

In assenza di una decisa correzione degli orientamenti che hanno caratterizzato il patto di stabilità, che gli Enti Locali sono tenuti a rispettare, si corre il rischio di un ulteriore depauperamento delle risorse che sono a disposizione delle Amministrazioni Locali.

Noi auspichiamo e lavoreremo di conseguenza per far sì che queste nostre ragionevoli proposte, che altro non sono se non la traduzione in pratica dei contenuti della piattaforma varata unitariamente da SPI - CGIL, FNP - CISL e UILP - UIL, siano portate avanti da tutte tre le Organizzazioni Sindacali dei pensionati di CGIL, CISL e UIL, con incisive e durevoli iniziative.

Lo SPI - CGIL ha programmato, nella settimana che va dal 2 al 7 novembre prossimi, una serie di iniziative, nelle piazze, davanti ai mercati, nei centri di incontro, nei circoli, per dare visibilità alle proposte unitarie e per dare continuità alla mobilitazione con l'obiettivo di ottenere finalmente risposte da parte di questo Governo.


 nelle pagine interne:



  1. Proposta di legge di iniziativa popolare
    Diritto all'apprendimento permanente

    Marisa Sacco eletta nella Segreteria provinciale dello SPI





  2. UNA INIZIATIVA DEL MENSILE DELLO SPI-CGIL LIBERETÀ
    Le nostre dieci domande al Premier





  3. Contenzioso pensionati ferrovieri
    Contenzioso pensionati scuola





  4. "SMS HELP"
    Servizio di assistenza gratuito realizzato dalla Regione Piemonte





  5. I pony e gli anziani
    Un bel progetto dell'Auser realizzato anche a Novara